Einstürzende Neubauten - Stella Maris

May 16, 2008 in

Einstürzende Neubauten

STELLA MARIS

Ich träum’ ich treff’ dich ganz tief unten
der tiefste Punkt der Erde, Mariannengrabenn,
Meeresgrund
Zwischen Nanga Parbat, K2 und Everest,
das Dach der Welt dort geb’ ich dir ein Fest
Wo nichts mehr mir die Sicht verstellt
Wenn du kommst, seh’ ich dich kommen schon vom Rand
der Welt
Es gibt nichts Interessantes hier
Die Ruinen von Atlantis nur
Aber keine Spur von dir
Ich glaub’ du kommst nicht mehr

wir haben uns im Traum verpasst

Du träumst mich ich dich
Keine Angst ich weck’ dich nicht
Bevor du noch von selbst erwachst

Über’s Eis in Richtung Nordpol dort wird’ ich dich erwarten
Werde an der Achse steh’n
Aus Feuerland in harter Traumarbeit zum Pol
wird alles dort sich nur um uns noch dreh’n
Der Polarstern direkt über mir
Dies ist der Pol ich warte hier
Nur dich kann ich weit und breit noch nirgends kommen seh’n

Ich wart’ am falschen Pol

Wir haben uns im Traum verpasst

Du träumst mich ich dich
Keine Angst ich finde dich
Bevor du noch von selbst erwachst

bitte, bitte weck’ mich nicht
solang ich träum’ nur gibt es dich…

Wir haben uns im Traum verpasst

Du träumst mich ich dich
Keine Angst ich weck’ dich nicht
Bevor du noch von selbst erwachst

Lass’ mich schlafend heuern auf ein Schiff
Kurs: Eldorado, Punt das ist dein Heimatort
Warte an der Küste such’ am Horizont
bis endlich ich sehe deine Segel dort
Doch der Käpt’n ist betrunken
und meistens unter Deck
Ich kann im Traum das Schiff nicht steuern
eine Klippe schlägt es Leck
Im Nordmeer ist es dann gesunken
Ein Eisberg treibt mich weg

Ich glaub’ ich werde lange warten
Punt bleibt unentdeckt

Wir haben uns im Traum verpasst

Du träumst mich ich dich
Keine Angst ich weck’ dich nicht
Bevor du noch von selbst erwachst
Du träumst mich ich dich
Keine Angst ich finde dich
Am Halbschlafittchen pack’ ich dich
und ziehe dich zu mir
Denn du träumst mich, ich dich
ich träum dich, du mich
Wir träumen uns beide wach


STELLA MARIS

Sogno d’incontrarti nella profondità, giù
nel punto più profondo della Terra, la Fossa delle Marianne,
il fondo del mare
Fra il Nanga Parbat, il K2 e l’Everest
il tetto del mondo, lì darò una festa per te
Lì dove più nulla mi sbarra la vista
Quando verrai, ti vedrò arrivare già dal ciglio
del mondo
Non c’è nulla d’interessante qui
Soltanto i resti di Atlantide
Ma non c’è traccia di te
Credo che non verrai più

Ci siamo persi di vista nel sogno

Tu sogni me io te
Non aver paura non ti sveglierò
Prima che sia tu stessa a svegliarti

Sul ghiaccio in direzione Polo Nord, sarà lì che ti aspetterò
Aspetterò proprio sull’ asse
Dalla Terra del Fuoco fino al Polo nel duro lavoro di sognare
lassù tutto continuerà a girare soltanto attorno a noi
La Stella Polare direttamente sopra me
Questo è il Polo io aspetto qui
Solo non ti vedo arrivare da nessuna parte a perdita d’occhio

Aspetto al Polo sbagliato

Ci siamo persi di vista nel sogno

Tu sogni me io te
Non aver paura non ti sveglierò
Prima che sia tu stessa a svegliarti

perfavore, perfavore non svegliarmi
soltanto finch’ io sogno tu esisti

Ci siamo persi di vista nel sogno

Tu sogni me io te
Non aver paura non ti sveglierò
Prima che sia tu stessa a svegliarti

Lascia ch’io dormendo affitti una nave
Itinerario: Eldorado, Punt ov’è la tua terra natìa
Aspetto sulla costa, indago l’orizzonte
finché scorgo infin laggiù la vela tua
Il capitano dev’essere ubriaco
e per lo più è sottocoperta
Nel sogno non mi riesce di governar la nave
Uno scoglio produce una falla
poi la nave s’inabissa nel Mare del Nord
Vado alla deriva su un iceberg

Penso che aspetterò a lungo
Punt non è ancora stata scoperta

Ci siamo persi di vista nel sogno

Tu sogni me io te
Non aver paura non ti sveglierò
Prima che sia tu stessa a svegliarti
Tu sogni me io te
Non aver paura ti troverò
Nel dormiveglia t’afferrerò
e verso di me ti attirerò
Poiché tu sogni me, io te
Io sogno te, tu me
Anche da svegli ci sogniamo l’un l’altra.

Gabriella Ferri

April 2, 2008 in

Pe’ un romano nùn po’ che esse un mito!


Gabriella Ferri, Roma, 18 settembre 1942 – Corchiano, 3 aprile 2004.


I’m not PD

Una mezza tentazione di votare il male minore l’ho avuta. Ma poi leggo di questa tipa, Marianna Madia, che dovrei votare e mi cascano le braccia (per non dire altro…)

Omosessualità: Guarire si può!

March 28, 2008 in

Gli omosessuali sono malati. Le persone che vogliono curarli, aiutarli a guarire ci sono. Solo che non sono liberi di agire.
Paolo Calabresi, durante una puntata del suo programma “Italian Job” si finge il professor Joseph Nicolosi, psicologo clinico presidente della NARTH, “Associazione Nazionale per la Ricerca e Terapia dell’Omosessualità”. Incontra un altro prelato cattolico italiano. Per il monsignore l’omosessualità è una malattia che va curata. Solo che non lo può dire. Colpa della lobby.

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Vuoto a perdere

March 24, 2008 in

Ho quasi abbandonato il mio inutiblog in funzione dello studio antropologico dei signori (e delle signore) del nulla che popolano la cosiddetta blogosfera. Personaggi che cercano una visibilità e una fama che, evidentemente, la tv ha negato loro autopromuovendosi senza alcun criterio. Il massimo è vedere persone che si scagliano contro il signor B. e i suoi metodi, contro le mariadefilippate e la tv spazzatura ma poi, alla bisogna, usano gli stessi potenti ma viscidi mezzi.

Poveracci. 

 

Happy Birthday MC

March 12, 2008 in

Un anno di MenteCritica.
In un PDF tutte le immagini che ho realizzato per il sito.
Se ti interessa scaricalo da qui.

Anna Magnani

Una grandissima Anna Magnani. Nel giorno del centenario della sua nascita ho trovato questo bellissimo montaggio. Complimenti all’autore.




Per MC ho fatto questo.

Fuori dal mondo per colpa di Sanremo

E per fortuna anche questo Festival di Sanremo è andato. Non voglio parlare di questo come fanno tutti. Voglio raccontarvi di un altro festival. Un festival che è tra i programmi più longevi della televisione andando in onda dal 1956 regolarmente ogni anno. Uno degli eventi non sportivi più visto al mondo con un audience minima di 100 milioni di telespettatori fino ad un massimo di 600 milioni. All’edizione di quest’anno parteciperanno 43 cantanti in rappresentanza di altrettanti Stati. Ma l’Italia non ci sarà.

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Sei pronto per le elezioni?

February 25, 2008 in

Su MenteCritica un simpatico test realizzato dalla redazione.

Mentecritica: Il Gran Quiz Elettorale

 Il mio profilo?

Hai totalizzato 30 punti

Sgamato

D’accordo. Sei cresciuto a pane e politica, quindi sai come funzionano le cose. Hai incominciato, magari a vent’anni, con il primo incarico in quartiere: i primi oboli, le prime battaglie per avere un lampione di fianco a casa, i primi rozzi trogloditi sessantenni che svolgevano la pur modesta funzione a scopo di lucro. Poi la gavetta in provincia, anni di morbide battaglie, accudito nella bambagia di partito (preferibilmente da un parente deputato): i primi arresti, non tuoi, i primi timidi cambi di casacca, le prime timide articolesse sul quotidiano locale, le prime pudiche mangiate. Il salto alla regione, verso i 30-35 anni, le grandi speranze, l’assalto delle correnti alla poltrona in vista del grande salto nell’Aula dell’Urbe, la somma delusione di essere rimasto fuori dal giro che conta. L’invecchiamento prematuro, la frustrazione, il susseguente cinismo e la pratica della realpolitik. Non ti servono i quotidiani, perche´ vedi (e probabilmente fai) quello che regolarmente viene riportato dalle cronache. Del resto, rubare per il partito è meno grave che rubare per se stessi. In fondo, così fan tutti: non è giusto avere le stesse opportunità degli altri per fare carriera politica e contribuire al bene del Paese? Tu credi nella Politica. E’ la Politica che non crede nell’Italia.

 emoticon

Alberto Sordi

February 24, 2008 in

5 anni dalla morte di Alberto Sordi.

Ho scelto il Marchese del Grillo e questa memorabile scena perché rappresenta la nostra situazione, sempre la stessa, da decenni. Anzi secoli. Ci sono quelli che contano. E noi che non contiamo un cazzo.

Ho scoperto che è una citazione di un sonetto di Belli.

LI SOPRANI DER MONNO VECCHIO


C’era una vorta un Re cche ddar palazzo
Mannò ffora a li popoli st’editto:
«Iö sò io e vvoi nun zete un cazzo,
Sori vassalli bbuggiaroni, e zzitto.
Io fo ddritto lo storto e storto er dritto:
Pòzzo vénneve a ttutti a un tant’er mazzo:
Io, si vve fo impiccà, nun ve strapazzo,
Ché la vita e la robba Io ve l’affitto.
Chi abbita a sto monno senza er titolo
O dde Papa, o dde Re, o dd’Imperatore,
Quello nun pò avé mmai vosce in capitolo.»
Co st’editto annò er boja pe ccuriero,
Interroganno tutti in zur tenore;
E arisposeno tutti: È vvero, è vvero.

21 gennaio 1832

(sonetti di Giuseppe Gioachino Belli disponibili in PDF gratuito su LiberLiber)  

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