What burns never returns
Faccio lunghe pause, ma tanto non c’è fretta. Sono passate le settimane che si son fatte mesi ed anni da quella prima volta che ho scritto. Ecco, io posso giudicare l’importanza di tutto ciò che è accaduto da quel giorno ad oggi non riuscendo a quantificare il tempo. Scrivevo: "Di alcune persone apprezzo la capacità scientifica di saper dire le cose con la misura esatta. Nei loro testi i concetti brillano come cristalli al sole." Cos’è cambiato? Nulla. Poi continuavo: "Io sono troppo nebuloso con me stesso per non esserlo con gli altri." Cos’è cambiato? Qualcosa. Quei concetti mi hanno contaminato. E non c’è una cura. E non la cerco.
C’è stato un tempo, quando ero in Irlanda, in cui andavo spesso su una scogliera a picco sull’oceano. Mi sdraiavo in terra e strisciando sui gomiti mi sporgevo oltre il baratro. Guardavo le onde infrangersi sulle rocce mentre il vento era spesso così forte da lasciarmi quasi senza fiato. Ero sempre solo. Sarebbe bastata un raffica di vento anomale, un roccia traballante, una zolla scivolosa e… Perché lo facevo? Per la bellezza, per la paura. Perché quello che ho provato è ancora qui. Con me.
C’è stato un tempo in cui facevo terra bruciata attorno a me. Ora ho imparato.



what burns never returns…quotes DM
Only In the Absence of Strong Evidence to the Contrary…quotes CowNeSsTv
One May Step Out of the Way of the Charging Bull…
Comment by cownesstv — January 11, 2009 @ 3:15 pm
@cownesstv
esattamente
Comment by diabolicomarco — January 11, 2009 @ 5:46 pm
E’ stato bello lavorare con te e con gli altri.
Non abbiamo avuto il tempo di salutarci come avrei voluto.
Ma forse non c’è bisogno di salutarci… vorrei ripetere l’esperienza in collina con quelli che lo vorranno. Non sarà la stessa cosa, ma mi piacerebbe se ci fossi anche tu…
Ciao
F.
Comment by Fully — January 13, 2009 @ 8:26 am