Farewell

January 11, 2009 in

Non tornate.
Non ho voluto cancellare per sempre queste pagine ma resteranno così fino a quando blogsome vorrà.
In fondo, anche se con ritardo, questo blog non poteva che fare la medesima fine del suo blog gemello.

Ci rivediamo all’inferno.


What burns never returns

Faccio lunghe pause, ma tanto non c’è fretta. Sono passate le settimane che si son fatte mesi ed anni da quella prima volta che ho scritto. Ecco, io posso giudicare l’importanza di tutto ciò che è accaduto da quel giorno ad oggi non riuscendo a quantificare il tempo. Scrivevo: "Di alcune persone apprezzo la capacità scientifica di saper dire le cose con la misura esatta. Nei loro testi i concetti brillano come cristalli al sole." Cos’è cambiato? Nulla. Poi continuavo: "Io sono troppo nebuloso con me stesso per non esserlo con gli altri." Cos’è cambiato? Qualcosa. Quei concetti mi hanno contaminato. E non c’è una cura. E non la cerco.

C’è stato un tempo, quando ero in Irlanda, in cui andavo spesso su una scogliera a picco sull’oceano. Mi sdraiavo in terra e strisciando sui gomiti mi sporgevo oltre il baratro. Guardavo le onde infrangersi sulle rocce mentre il vento era spesso così forte da lasciarmi quasi senza fiato. Ero sempre solo. Sarebbe bastata un raffica di vento anomale, un roccia traballante, una zolla scivolosa e… Perché lo facevo? Per la bellezza, per la paura. Perché quello che ho provato è ancora qui. Con me.

C’è stato un tempo in cui facevo terra bruciata attorno a me. Ora ho imparato.


Vacanze Trevisane

October 10, 2008 in

(fare Treviso a cattivo gioco)

Non avevo idea di dove fosse Treviso, della sua storia. Di alcune città hai un’idea o un ricordo particolare anche se non ci sei mai stato. Non dico che certe convinzioni infondate abbiano un senso, però ci sono. Di Treviso niente. Un’impressione condivisa dalla maggior parte degli altri romani che ho consultato a proposito. Da tutti quelli che erano con me, sicuramente.

 

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Vuoto a perdere

March 24, 2008 in

Ho quasi abbandonato il mio inutiblog in funzione dello studio antropologico dei signori (e delle signore) del nulla che popolano la cosiddetta blogosfera. Personaggi che cercano una visibilità e una fama che, evidentemente, la tv ha negato loro autopromuovendosi senza alcun criterio. Il massimo è vedere persone che si scagliano contro il signor B. e i suoi metodi, contro le mariadefilippate e la tv spazzatura ma poi, alla bisogna, usano gli stessi potenti ma viscidi mezzi.

Poveracci. 

 

Happy Birthday MC

March 12, 2008 in

Un anno di MenteCritica.
In un PDF tutte le immagini che ho realizzato per il sito.
Se ti interessa scaricalo da qui.

Fuori dal mondo per colpa di Sanremo

E per fortuna anche questo Festival di Sanremo è andato. Non voglio parlare di questo come fanno tutti. Voglio raccontarvi di un altro festival. Un festival che è tra i programmi più longevi della televisione andando in onda dal 1956 regolarmente ogni anno. Uno degli eventi non sportivi più visto al mondo con un audience minima di 100 milioni di telespettatori fino ad un massimo di 600 milioni. All’edizione di quest’anno parteciperanno 43 cantanti in rappresentanza di altrettanti Stati. Ma l’Italia non ci sarà.

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Sei pronto per le elezioni?

February 25, 2008 in

Su MenteCritica un simpatico test realizzato dalla redazione.

Mentecritica: Il Gran Quiz Elettorale

 Il mio profilo?

Hai totalizzato 30 punti

Sgamato

D’accordo. Sei cresciuto a pane e politica, quindi sai come funzionano le cose. Hai incominciato, magari a vent’anni, con il primo incarico in quartiere: i primi oboli, le prime battaglie per avere un lampione di fianco a casa, i primi rozzi trogloditi sessantenni che svolgevano la pur modesta funzione a scopo di lucro. Poi la gavetta in provincia, anni di morbide battaglie, accudito nella bambagia di partito (preferibilmente da un parente deputato): i primi arresti, non tuoi, i primi timidi cambi di casacca, le prime timide articolesse sul quotidiano locale, le prime pudiche mangiate. Il salto alla regione, verso i 30-35 anni, le grandi speranze, l’assalto delle correnti alla poltrona in vista del grande salto nell’Aula dell’Urbe, la somma delusione di essere rimasto fuori dal giro che conta. L’invecchiamento prematuro, la frustrazione, il susseguente cinismo e la pratica della realpolitik. Non ti servono i quotidiani, perche´ vedi (e probabilmente fai) quello che regolarmente viene riportato dalle cronache. Del resto, rubare per il partito è meno grave che rubare per se stessi. In fondo, così fan tutti: non è giusto avere le stesse opportunità degli altri per fare carriera politica e contribuire al bene del Paese? Tu credi nella Politica. E’ la Politica che non crede nell’Italia.

 emoticon

Alberto Sordi

February 24, 2008 in

5 anni dalla morte di Alberto Sordi.

Ho scelto il Marchese del Grillo e questa memorabile scena perché rappresenta la nostra situazione, sempre la stessa, da decenni. Anzi secoli. Ci sono quelli che contano. E noi che non contiamo un cazzo.

Ho scoperto che è una citazione di un sonetto di Belli.

LI SOPRANI DER MONNO VECCHIO


C’era una vorta un Re cche ddar palazzo
Mannò ffora a li popoli st’editto:
«Iö sò io e vvoi nun zete un cazzo,
Sori vassalli bbuggiaroni, e zzitto.
Io fo ddritto lo storto e storto er dritto:
Pòzzo vénneve a ttutti a un tant’er mazzo:
Io, si vve fo impiccà, nun ve strapazzo,
Ché la vita e la robba Io ve l’affitto.
Chi abbita a sto monno senza er titolo
O dde Papa, o dde Re, o dd’Imperatore,
Quello nun pò avé mmai vosce in capitolo.»
Co st’editto annò er boja pe ccuriero,
Interroganno tutti in zur tenore;
E arisposeno tutti: È vvero, è vvero.

21 gennaio 1832

(sonetti di Giuseppe Gioachino Belli disponibili in PDF gratuito su LiberLiber)  

Omosessualità

February 20, 2008 in

Immagini per lo speciale di Mentecritica.

I Metodi Contraccettivi (in)Naturali

February 4, 2008 in

Sogno una famiglia numerosa. Come la mia famiglia di origine in cui eravamo quattro figli cresciuti da un macchinista ferroviario e una casalinga in 90 metri quadri. Altri tempi. Oggi mia figlia ha un padre precario informatico e una madre casalinga e solo un miracolo economico potrà farle avere dei fratelli. Per questo siamo costretti ad applicare una politica cinese di contenimento delle nascite. Mi hanno parlato di sistemi naturali. Mi sono documentato. Di naturale a mio avviso c’è veramente ben poco.

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