Gioie della Paternità (pubblicità)

February 23, 2008 in

 

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Aggiornamento: divertente anche questa pubblicità della durex :mrgreen:  

 

Vaccinazioni

February 25, 2007 in

Da bravo neo-papà ho molto a cuore la salute di mia figlia. Ho scelto di seguire la medicina “tradizionale” quando strettamente necessario cercando di ricorrere a rimedi omeopatici e naturali quando possibile. I vaccini non sono farmaci ma “materiale infettivo capace di indurre immunità specifica, pur essendo privato di potere patogeno”(De Mauro). Ancora più dei farmaci i vaccini sono un florido mercato per le case produttrici in quanto hanno clienti regolari ed affidabili. Un prodotto che lo Stato ci obbliga a comperare.

Per legge ci sono delle vaccinazioni obbligatorie che devono essere somministrate ad ogni nuovo nato. Esse sono l’antidifterica, l’antitetanica, l’antipolimelitica e l’antiepatite virale di tipo B. Altri vaccini sono raccomandati, ma non obbligatori. Parlo della mia regione – il Lazio – perché non esiste (più) una sanità nazionale. In molte ASL, e tra queste nella mia, non hanno i vaccini separati ma l’”esavalente”(6 in 1). Quindi non è possibile scegliere di effettuare solo i vaccini obbligatori e di rifiutare gli altri. Ovvero "teoricamente" è possibile. Basta andare in farmacia a comprarli. Nelle ASL tutte le vaccinazioni (obbligatorie e non) sono gratuite. In pratica il metodo "il bastone e la carota". Gratuite per i genitori ma non per “lo stato del benessere”, evidentemente. In quanto vengono prodotti da case farmaceutiche e non dalla caritas diocesana. In questo modo se vuoi i singoli vaccini (ammesso che li trovi) li paghi il doppio. Altrimenti sei costretto a comprare, tramite ministero, il pacchetto completo.

Il discorso, per noi genitori, ed in particolare per i meno lungimiranti finisce qui. I vaccini proteggono mio figlio da temibili malattie e sono per di più gratuiti. Perché lesinare? Lo stesso sito del ministero della salute ci incoraggia ad effettuare tutte le vaccinazioni possibili sottolineando che “Le vaccinazioni possono anche essere effettuate in sedi diverse dai Centri Vaccinali; sono peraltro tutte liberamente in commercio e acquistabili in farmacia.” e che “Le controindicazioni alle vaccinazioni sono spesso false e costituiscono un importante ostacolo alle campagne per le vaccinazioni.” Il timore di malattie terribili quanto sconosciute è sicuramente prioritario nella mente di un genitore in quei momenti. Non noto subito quanto questo opuscolo sia, più che informativo, promozionale.

Stranamente alcuni genitori si battono per non vaccinare i propri figli. Perché credono che le controindicazioni in realtà ci siano e potrebbero essere la causa di molte “moderne” malattie ad altissima diffusione (asma, allergie, morte in culla) che sarebbero “[…] apparse a partire dalle generazioni attorno al’60, che corrisponde alla data di inizio delle attuali vaccinazioni attuate in modo massiccio.” Questi genitori chiedono di non essere obbligati a vaccinare i loro figli. Nel 1998, dopo tredici anni di lotta organizzata, hanno ottenuto il libero accesso a scuola per i loro figli non vaccinati. Nel maggio del 2006, con una legge che viene definita “storica” da alcuni, la regione Piemonte abolisce la distinzione tra vaccini obbligatori e consigliati suddividendoli in “prioritari” e “non prioritari”, garantendo la somministrazione di entrambi i tipi tramite le ASL e fornendo quelli a pagamento a prezzo di costo.

Sembra l’uovo di Colombo. Per chi vuole continuare a vaccinare i propri figli non cambia nulla. Chi non vuole farlo non deve affrontare un processo davanti al tribunale dei minori. Evviva!

Il problema invece è tutt’altro che risolto. Cosa succederebbe se sempre più genitori decidessero di non vaccinare i proprio figli? A qualcuno la cosa non piace proprio. Ma a chi? Mi rendo conto solo ora del vero significato della frase “Le controindicazioni alle vaccinazioni sono spesso false e costituiscono un importante ostacolo alle campagne per le vaccinazioni.” Un ostacolo alle campagne per le vaccinazioni. Forse è per questo che sono state necessarie delle campagne (di marketing) straordinarie comunemente note come SARS e Aviaria?

Uno sguardo al passato: la vaccinazione anti epatite B. Uno dei vaccini usati, il RECOMBIVAX HB, contiene mercurio e formaldeide, due sostanze che difficilmente una madre farebbe iniettare nel corpo di suo figlio di pochi mesi, se lo sapesse. Inoltre, senza nessun vaccino, in Italia l’Epatite B stava scomparendo eppure il ministro della Sanità dell’epoca (1992) ha riscontrato l’impellente necessità di rendere la vaccinazione obbligatoria…

pubblicato su Mente Critica 

 

Il bambino che è in noi

February 15, 2007 in

Delle molte esperienze che si trova ad affrontare un neo papà forse la più intensa riguarda un fenomeno che viene comunemente indicato con il nome di "coliche gassose". Qualche settimana dopo la nascita, quando il bambino è ancora una creaturina totalmente indifesa, viene improvvisamente scosso - specialmente di sera - da un pianto inconsolabile e continuo.

Non ci credevo, invece è vero. Dopo poco i genitori riescono a distinguere i vari tipi di pianto e possono, in qualche modo intervenire. Per le mamme è naturale. I padri devono impegnarsi un poco. Ascoltare, pazientare. I bisogni di un bambino così piccolo sono elementari. Mangiare, essere cambiato, caldo, freddo, coccole. Anche procedendo per tentativi una soluzione si trova. Il pianto delle coliche non lascia dubbi. E’ inconsolabile. Il viso si contrae fino a diventare completamente rosso, le corde vocali vengono sottoposte ad uno sforzo estremo - del tutto nuovo. 

Tutti i libri, manuali, siti, pediatri consigliano le stesse semplici cose. Stare calmi, cercare di comunicare tranquillità e serenità al bambino che "potrebbe" essere addolorato e spaventato dal dolore causato dalla presenza di aria nel suo apparato digerente ancora immaturo. Cullarlo dolcemente, cantare una canzone. Sembra proprio che gli autori di questi libri e manuali, i curatori dei siti e tutti i pediatri da noi consultati non abbiano figli! E poi, incredibile ma vero, non è stata ancora scoperta la vera causa di tali dolori che, misteriosamente come erano arrivati, improvvisamente spariscono verso il terzo mese di vita.

Mantenere la calma è stato molto difficile. Anche per una persona sostanzialmente tranquilla ed equilibrata quale io sono. Sicuramente molta dell’angoscia e dell’irritazione è dovuta dal senso di impotenza che inevitabilmente accompagna questo evento. Sicuramente è snervante sentire un bambino piangere ininterrottamente per quasi un’ora. Ma forse c’è qualcosa di più profondo.

Su un libro ho letto una teoria interessante: il pianto del bambino, in particolare quello inconsolabile, causa in noi un senso di disperazione profonda perché ci riporta in qualche modo alle sofferenze che noi stessi abbiamo subito nella nostra infanzia. In altre persone suona come un rimprovero. Oppure ci può assalire l’angoscia ed il timore che il bambino sia malato, morente.

In una situazione del genere è facile essere travolti, sentirsi isolati, avere paura. Allora il pianto non è più quello di nostro figlio, ma il nostro.  

Nel nome del padre

February 7, 2007 in

Dal 1 giugno 2006 sono padre. Mi basta stingerla tra le braccia, un suo sorriso, un gesto per essere felice. Non c’è molto da aggiungere. Chi è padre sa cosa si prova. Chi non lo è lo immagina, lo sogna o lo teme.

Da qualche anno abbiamo perso mio padre. Non so se il padre nostro sia nei cieli, so solo che non è più su questa terra. E so che mi manca, molto. Mia figlia non conoscerà mai mio padre. Ma riceverà intatto il patrimonio che egli mi ha lasciato, un tesoro che nessun burocrate potrà tassare. Forza, coraggio, onestà, rispetto. Merce rara e preziosa, di questi tempi. 

Ho peccato. Ho chiesto a gran voce che giustizia è mai questa, dov’è dio. Ma attendo ancora un suo cortese riscontro.  Ho desiderato che certi uomini fragili conoscessero la malattia e il dolore, che potesse aprire i loro occhi. Ho augurato la morte a vili farabutti assetato di vendetta. Ho disprezzato i figli che "papi dammi questo fammi quello".

E’ passato ormai. Non sono più figlio, sono padre. Resta l’odio e il rancore per i padri che abbandonano i propri figli per fuggire ai tropici, per quelli che non hanno rispetto per i propri figli e la loro madre. Ai loro figli va tutta la mia pietà. 

A coloro che come e più di me sono vittime di un’ingiustizia va l’augurio sincero di trovare la forza di ricominciare a sperare.